Michael Jackson è morto, aveva 50 anni.


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Autore Messaggio
ranx
Vrcolac
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 07:30    Oggetto: Michael Jackson è morto, aveva 50 anni.   

Provo un grande dolore Crying or Very sad Crying or Very sad ...era un uomo molto solo.
R.I.P. Moonwalker

"I know you gentlemen have been through a lot, but when you find the time, I'd rather not spend the rest of this winter TIED TO THIS FUCKING COUCH!"
Nosferatu
Cthulhu
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 07:46    Oggetto:   

R.I.P. Sad
Ci Serve Una Barca Più Grossa.

- Bub -
Cthulhu
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 09:28    Oggetto:   

ci sono rimasto assai male pure io, nonostante non mi stesse simpatico come uomo... sicuramente però uno degli artisti più influenti del secolo scorso. rimarrà per sempre nella storia della musica (750 milioni di dischi venduti). Sad
La magia è quoddam ubique, quoddam semper, quoddam ab omnibus creditum est.
the living dead
Cthulhu
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 10:59    Oggetto:   

anche se non lo conoscevo molto era pur sempre un'icona della musica, un nome importantissimo per il pop.
mi spiace molto. RIP!
Rodan75
Cthulhu
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 11:34    Oggetto:   

Pensare che proprio qualche mese fa avevo finalmente comprato Thriller in CD dopo aver "consumato" la cassetta (resta il mio album pop preferito di sempre).

Ci sarebbero molte cose da dire, ma ora preferisco limitarmi a un saluto e a un ideale abbraccio da lontano.
Sternennacht
Shoggoth
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 11:56    Oggetto:   

Sarò cinica ma non avendo mai nutrito simpatia per Jackson (sia artisticamente che umanamente) la sua morte mi lascia indefferente. Sarà stato anche un "genio" e avrà avuto una grande carriera ma non potrei mai sentire la mancanza di una persona capace di autodistruggersi in questo modo (sia per quanto riguarda la salute che per la sua vita in generale).
Ultimamente, poi, era più famoso per i suoi ricoveri e per i suoi processi che per i suoi album...
"I miei colori... escono dalle mie vene... son dolci... i miei colour... dolci...
sono rossi come la sifilide e vanno, vanno dentro agli occhi della gente...
portando a tutti l'infezione... i miei colour"


-(UN)proud to be Jeimz's Wife-
Enea
Suppliziante
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 12:23    Oggetto:   

Non saprei, Sterne. La sua vicenda è particolarmente complessa ed emblematica, per cui non riuscirei a esprimere giudizi così categorici.

Da un certo punto di vista si potrebbe dire che Jacko, agli inizi degli anni '80, aveva già vissuto la sua vita. Aveva raggiunto quella maturità che la maggior parte degli artisiti raggiungono solo a fine carriera.

Con due soli album (Off the Wall e Thriller, a mio avviso i suoi unici capolavori da solista) aveva raggiunto una vetta talmente elevata da poter iniziare solo una inesorabile discesa. E in effetti, fino alla morte è campato "di rendita" su quei due dischi iniziali.

Dal punto di vista artistico, non era di questo pianeta. Oltre alle doti vocali e di ballerino, aveva avuto delle intuizioni musicali semplicemente geniali. È riuscito a creare un sound ibrido tra musica nera, pop e rock che nessun altro è riuscito a riprodurre. È stato tra i primi a "spremere" al massimo il mezzo (allora innovativo) del videoclip, sia ingaggiando registi famosi, sia utilizzando tecniche di ripresa all'avanguardia (la prima volta che ho visto il "morphing" è stato in un suo video, non al cinema)

Dal punto di vista umano, credo che proprio il suo talento sia stata la sua dannazione. Inevitabile, per una persona che non ha mai avuto un'infanzia normale, trasformarsi in un freak come lui.

Negli ultimi tempi era diventato una persona autodistruttiva, sgradevole e (sembra) con parecchi deprecabili vizi.
Più che altro, ne provavo pena. Non aveva la forza e la maturità necessaria per gestire il suo successo.

Credo che la sua vicenda rappresenti in pieno la crudeltà dello showbiz, che ti spreme finché vali qualcosa e ti lascia agonizzante quando non servi più.
In girum imus nocte et consumimur igni.
Sternennacht
Shoggoth
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 12:50    Oggetto:   

Sarà ma questi poveri ricconi non li ho mai capiti fino in fondo...

Posso capire tutto ciò che sta dietro a questo tipo di stress, il sentirsi Dio e poi non essere più calcolato... la depressione e le malelingue (indipendentemente dalla veridicità dei suoi vizi) e i processi... ma fisicamente si è ammalato di altro... è diventato un ibrido metà uomo metà candeggina... e mi fanno veramente rabbia queste persone.
Perchè dovrei sentire la mancanza di una persona del genere? Da sua non fan ma da amante della musica, non mi sembra che abbia fatto grandi lavori negli ultimi 15 anni... quindi potrei anche dire che il mondo della musica, in questo preciso momento, non abbia perso nulla... la carriera di un musicista non termina con la sua morte fisica ma con la morte artistica...
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Enea
Suppliziante
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 13:11    Oggetto:   

Sternennacht ha scritto:
la carriera di un musicista non termina con la sua morte fisica ma con la morte artistica...


Il mio discorso si riferiva a questo, infatti.
Dall'83 ha iniziato a fare dischi sempre meno importanti.

"Povero ricco" non lo direi mai. In uno degli ultimi documentari che ho visto su di lui, però, dava l'idea di una persona così capricciosa e infantile da rasentare la follia.
Nei suoi confronti provavo un mix di sentimenti tra il disgusto (quando spendeva milioni di dollari in cianfrusaglie che avrebbe tenuto in cantina) e la pietà (i giri sulle giostre di Neverland insieme alle guardie del corpo, senza uno straccio di amico)
In girum imus nocte et consumimur igni.
Joe80
Cthulhu
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 13:12    Oggetto:   

Michael Jackson è stato il Simbolo degli anni 80', sarà anche campato di rendita dopo, ma resta una leggenda vivente, come persona si è praticamente autodistrutto, come Artista, non ha bisogno di presentazioni è arrivato ad un livello di espressione e linguaggio del mestiere, che nessun altro artista pop ha raggiunto -manco la tanto decantata Madonna-

Lo ShowBiz perde una parte di se, questo mi sento di esprimere..

credo resterà una Leggenda post-mortem come lo è stato Elvis.

RIP
Jesse Custer
Cthulhu
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Località: Jesi (AN)
MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 13:35    Oggetto:   

R.I.P.
E ora aspettiamoci il film polpettone sulla vita di Jackson...
Sciamano
Reaper Reaper
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 14:06    Oggetto:   

Grandissimo, é stato un vero shock.....
Canzoni pop me-mo-ra-bi-li, ballerino incredibile, un'immagine straordinaria(mi riferisco ai primi anni 80 ovviamente).
Grazie per tutti quegli hits straordinari che hanno segnato un'epoca.
La sua vita era già un film(horror).
Garrett
Francis Morgan Francis Morgan
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 14:42    Oggetto:   

Enea ha scritto:

Con due soli album (Off the Wall e Thriller, a mio avviso i suoi unici capolavori da solista) aveva raggiunto una vetta talmente elevata da poter iniziare solo una inesorabile discesa. E in effetti, fino alla morte è campato "di rendita" su quei due dischi iniziali.


Senza dimenticare quel genio di Quincy Jones, che lo ha aiutato enormemente nella carriera...



"In un mondo dove i morti tornano in vita, la parola 'problemi' perde molto del suo significato..."
Capt. Rhodes
Shub-Niggurath
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MessaggioInviato: Ven, 26 Giu 2009 15:51    Oggetto:   

E' stato il mio idolo di infanzia, con canzoni che non dimenticherò mai, videoclip che non scorderò mai. Indiscutibilmente ha fatto più lui in un paio di dischi che due generazioni di cantanti pseudo-pop.
Malgrado molti ci vedano della retorica, ho apprezzato tantissimo la solidarietà e la sensibilità verso il conflitto e i problemi dell'Africa e della discriminazione.

Ricordo come fosse ieri quando alle elementari cercavamo di imitare il suo fantastico stile "moonwalk" con risultati scabrosi.

Mi dispiace tantissimo per la sua malattia della pelle, per i problemi giudiziari, per le accuse di pedofilia (onestamente non posso dire che non siano vere o che non siano inventate) e per le polemiche con cui ha avuto a che fare.

Resterà una leggenda.

R.I.P.
"And I saw a pale horse, and a pale rider upon it. And the name of the horse was pestilence, and the name of the rider was death"
vinxblack
Mi-Go
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MessaggioInviato: Sab, 27 Giu 2009 00:44    Oggetto:   

La morte di Michael Jackson immagino abbia gettato nello sconforto i milioni di fan di questo artista sparsi un pò in tutto il mondo, e ciò era prevedible, del resto in questi anni i suoi fan hanno seguito con dispiacere e apprensione le sue vicende gudiziarie e di salute. Le quali, probabilmente era chiaro a molti già da prima di questo triste epilogo, altro non erano che le tappe che hanno scandito la parabola discendente di una vita e di una carriera artistica (iniziata per quest'ultima molto prima, mia personale opinione) entrambe forse sbocciate in modo tremendamente precoce, e giunte forse (necessariamente?) prima del solito all'apice oltre il quale c'è solo un lento degradare.
Tuttavia, io credo che tale avvenimento sia stato sentito anche da parecchie persone che non si possono annoverare tra i suoi fedelissimi. Anch'io, che sono piuttosto lontano come gusti dal pop degli anni '80 (che pure nel tempo ho rivalutato) oggi sento la portata di questa notizia. Ciò da un lato dà la misura dello spessore, al di là delle mode e delle generazioni, di questo talento artistico, dall'altro probabilmente è dovuto al fatto che la vita e la morte di questo artista sono stati insieme paradigma, epigono ed esempio (negativo) del rapporto dell'uomo moderno con la celebrità e la cultura di massa.
Mi viene sempre in mente, pensando a personaggi come lui, la famosa frase di Janis Joplin "ogni sera sul palco faccio l'amore con migliaia di persone ma poi vado a dormire sempre da sola". Tuttavia, il caso di Michael Jackson è sicuramente diverso da un Brian Jones, una Joplin, un Morrison che si lasciano consumare più velocemente per l'ebbrezza della celebrità, o di un Cobain che non trova nel successo quell'agognata panacea per le proprie difficoltà interrelazionali. Le drammatiche vicende della sua infanzia, le sevizie fisiche e psichiche paterne, che forse hanno portato ad un rapporto controverso con la prorpia stessa arte, di sicuro hanno influenzato il rapporto con la sua identità e la sua immagine per tutta la vita, costituiscono probabilmente una tara in più. La sua vicenda potrebbe essere considerata la dimostrazione che l'arte non sempre può essere catarsi del proprio male interiore, ma più che altro andrebbe detto che ci sono casi in cui semplicemente miracoli non se ne possono fare. Soprattutto è un caso emblematico in cui il giudizio sull'artista e quello sull'uomo vanno tenuti assolutamente scissi. E allora non neghiamo all'uomo la pace disperatamente desiderata, troppo lungamente attesa, per quanto sembri cinico dirlo, si spera finalmente raggiunta. Non neghiamogli il perdono per i peccati che di sicuro come tutti noi ha commesso, che siano stati oppure no quelli per i quali la giustizia degli uomini lo ha assolto. Ricordiamo e celebriamo, e rimpiangiamo, in questa sede, l'artista di originaltà e talento una volta traboccanti, primo forse a concepire una idea di show a tutto tondo, di musica, coreografia e danza. Di sicuro tra i primi della sua generazione ad intuire i nuovi linguaggi dell'arte per le masse. Più di tutti, ci mancherà il fine songwriter, che se è rimato nel cuore di molti lo deve probabilmente al fatto che le sue songs oltre a possedere una cantabilità innata, hanno avuto il pregio di rappresentare una parte di noi.
R.I.P. Sad


Ultima modifica di vinxblack il Sab, 27 Giu 2009 09:30, modificato 1 volta in totale
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