Il treno scomparso sugli Appennini e il nastro di Moebius


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McNab
Shoggoth
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MessaggioInviato: Sab, 07 Mar 2009 11:06    Oggetto: Il treno scomparso sugli Appennini e il nastro di Moebius   

Ritorniamo a parlare di dimensioni parallele e misteri della quantistica con questa notizia che, a prima vista, sembra molto simile a quelle di tanti giornali scandalistici americani, in cui c'è sempre qualcuno che dichiara di aver visto Elvis vivo, oppure di essere stato molestato da qualche alieno libidinoso.
Ma questa volta siamo nella nostra bella, soleggiata Italia, e pare che un mistero c'è per davvero, dietro alla misteriosa scomparsa di un treno sugli appennini.

Sul settimanale “Stop” n. 2249 dell’ ottobre 1991, compariva un articolo dove il giornalista Andrea Bedetti riferiva delle dichiarazioni rilasciate da M. Ferrante e A. Lissoni, due ricercatori di misteri, e fatte durante la trasmissione televisiva condotta da Paola Protasi e dal titolo “Buongiorno Piemonte”, che andava in onda su Tele Torino GRP.
Ebbene, in tale trasmissione si affermava che un treno delle Ferrovie dello Stato, costituito da 43 vagoni, era letteralmente scomparso durante il suo tragitto all’interno della galleria del tratto ferroviario Firenze-Bologna.
Su quel convoglio c’erano solo tre macchinisti, di cui poi si sarebbero perse qualsiasi traccia.
Questo evento sbalorditivo sarebbe accaduto nel mese di marzo del 1991, ma nessun quotidiano, radio o TV ne avrebbe mai parlato.
In seguito tali fatti enigmatici sarebbero stati ripresi e resi di dominio pubblico da una rivista polacca e dal periodico “Il Globo Rivista” anno XXXIII, n. 44, di lunedì 18 novembre 1991, che si pubblica in Australia per gli italiani lì residenti.
Questi articoli aggiungevano altri interessanti particolari, come i nominativi dei tre macchinisti, tali Mario Franchini, Gerardo Massari e Umberto Bossetti; e le testimonianze di alcune persone che videro effettivamente entrare tale convoglio merci nella galleria ma che poi nessuno lo ha più visto uscire dall’altra parte della galleria.
(la galleria, è bene ricordarlo, è lungo ben 18.507 metri).
L‘articolo apparso su “Stop” così terminava:
“….. un treno misteriosamente scomparso in una galleria dell’ Appennino. Un giallo appassionante del quale, se non fosse apparso un articolo nella lontana Polonia, non saremmo mai venuti a conoscenza”.
Comunque ancora oggi il mistero della scomparsa di tale treno (se veramente accaduto) rimane irrisolta e avvolta dal più fitto mistero.
Un fatto simile lo possiamo trovare nel film “Moebius” del 1996, di produzione argentina, diretto da Gustavo Mosquera R., con Guillermo Angelelli, Roberto Carnaghi, Annabella Levy, Jorge Petraglia.
Vi si racconta del giovane Daniel Pritt, di professione topografo, che viene chiamato dalla direzione della metropolitana di Buenos Aires per indagare sul misterioso caso di un convoglio di trenta persone, scomparso senza lasciare alcuna traccia.
Così Daniel Pritt si rivolge al suo vecchio insegnante, il professor Hugo Mistein, che progettò a suo tempo la metropolitana; progetto che risulterà introvabile.
Nel frattempo, vengono trovati i disegni dell’intera rete metropolitana, così Pritt scopre che il convoglio viaggia da giorni in un’altra dimensione spazio-temporale, parallela e attigua alla nostra.
Naturalmente nessuno crederà alle sue fantasiose conclusioni.



Il nastro di Moebius

Il Nastro di Moebius - è una striscia in cui, uno dei due estremi è ruotato di 180° prima di ricongiungersi con l’altro estremo. Si può fare con un pezzo di carta, incollando i due estremi nel modo detto, ed è facile riconoscere che, percorrendo tutta la superficie del nastro con un dito (facendo però due giri, un totale di 720°) si torna al punto iniziale. Il nastro di Moebius è, globalmente un’unica superficie che però appare duale, cioè con due facce, per chi vede sola una piccola porzione: questo nastro è un brillante esempio di
come il dualismo sia solo apparente e, soprattutto, frutto di un punto di vista locale, parziale.
Il nastro di Moebius spiega il “misterioso” comportamento dello spin delle particelle materiali, cioè dei fermioni. La torsione del nastro è la “proiezione” di un vortice, suddiviso in due semi vortici: uno discendente, centripeto, e uno ascendente, centrifugo.
Perciò lo spin semintero di un fermione ritorna identico a se stesso, solo dopo avere compiuto due giri, per complessivi 720°, proprio come succede percorrendo con un dito la superficie di un nastro di Moebius, (provare per credere). Lo spin intero di un bosone, invece, ritorna identico a se stesso dopo un giro di 360°.
(Nastro di Moebius e particelle elementari. Dal libro “Il Gioco cosmico dell’Uomo” (Noesis) della prof. Giuliana Conforto.)



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Sciamano
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MessaggioInviato: Dom, 08 Mar 2009 15:15    Oggetto: Re: Il treno scomparso sugli Appennini e il nastro di Moebiu   

McNab ha scritto:
Questo evento sbalorditivo sarebbe accaduto nel mese di marzo del 1991, ma nessun quotidiano, radio o TV ne avrebbe mai parlato.


Shocked
Non é la "solita" storia lontana nel tempo, quindi la faccenda é ancora più interessante per certi versi.
Ma i macchinisti sono veramente scomparsi nel nulla?
Adres_DC
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MessaggioInviato: Dom, 08 Mar 2009 16:39    Oggetto:   

La cosa del nastro già la sapevo, è una cosa particolarmente interessante.

per quanto riguarda il mistero del treno non ne sapevo assolutamente nulla, penso che sia così un po per tutti visto che da quel che ho capito se n'è parlato veramente poco.

Mi sorge una coriosità, da dove hai reperito le informazioni sul treno scomparso?
"Mira la terra e il suo tempo sotto di te, la danza del mondo attorno ad un re, e l'eterno silenzio di chi è qui con me, ne vivo ne morto ma fermo nel sè."
McNab
Shoggoth
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MessaggioInviato: Lun, 09 Mar 2009 15:40    Oggetto:   

Rispondendo a entrambi:

- I macchinisti sono scomparsi davvero? Pare di sì. Cercando qua e là la notizia si trova, e comunque è stata data da un giornale "cartaceo" (era il '91... il web era solo un progetto militare della DARPA americana).
Sarebbe interessante fare qualche ricerca mirata "extra-rete", ma occorrerebbe qualcuno che abita da quelle parti.

- La notizia, come ho citato nell'articolo, l'ho presa da un forum che si occupa di queste cose, che a sua volta l'ha presa da un sito che riporta la fonte originale (la rivista "Stop", non certo una colonna portante del giornalismo, ma nemmeno l'ultimo blog cospirazionista nato dal nulla)

Secondo me sono tutte notizie da prendere molto cautamente. C'è anche da dire, ma ne abbiamo già parlato in un altro topic, che di persone ne scompaiono a centinaia ogni mese, senza che ne venga dato conto sui telegiornali. Gli invisibili sono sempre più numerosi dei casi strombazzati a Porta a Porta...
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